Premessa: la qualita' del "mangiare" sta diventando un must per la mia vita: non sopporto la bassa qualita' a bassi prezzi ( o quasi nulli), anche se trovo stupido pagare tanto per non avere nulla. Trovare il giusto equilibrio che equivale a onesta' non e' facile.
Attendendo mia moglie che ha intrapreso la maratona delle treccine, ho preso la macchina e parcheggiato vicino all'Arena (mi hanno spennato come un turista) mi son dato al turismo enogastronomico-culturale. Dopo essermi fermato in un bel Cafe' Viviani vicino a piazza Erbe che ho usato come base alla ricerca delle tappe successive (portatile e cellulare alla mano con Google Maps e http://www.ilmangione.it/ ) ho scelto la trattoria "Pane e vino".
Sono stato subito attratto dal nome (solo ora capisco che inconsciamente ho pensato a "Vino e pane" di Silone), un binomio in equilibrio tra semplicita' e essenzialita'. Subito accolto da un trattore (immagino uno dei soci) in maniera cordiale e vivace ("Sono solo","Mi spiace per te"); dovendo scegliere tra un menu alla carta e un menu del giorno ho scelto il secondo perche' trovo che nella semplicita' dei piatti proposti si possa vedere il valore aggiunto del cuoco... un po' come scegliere una margherita in una nuova pizzeria.
Una carne alla griglia (tacchino,maiale e lucanica) senza infamia ne lode con delle patate al forno-saltate al rosmarino PERFETTE; il vino della casa e' un Amarone della cantina Recchia di 14 gradi ( ne ho preso un quartino) davvero squisito e che mi ha steso. Oltre al piatto unico ho preso il dessert su consiglio dell'oste: un semifreddo all'amaretto SQUISITO. Il servizio intenso come vettovaglie non ha nulla di particolare... tovaglioli in carta su sovratovaglia in carta... ma l'ambiente e' rilassante e piacevole. Mi ha colpito il fatto che anche lo chef girasse per i tavoli portando e rimuovendo piatti; gli ho fatto i complimenti per il semifreddo e per il vino. Il caffe ha completato una piccola avventura che e' costata 20 euro.
Uscendo dalla trattoria ho capito di essere vicinissimo al Duomo, una zona piena di vicoli e vicoletti che non sembrano essere assaltati dai tanti turisti; ho girato senza meta in una citta visitata molte volte piu' per esigenze che per piacere trovandomi piacevolmente avvolto dalla angustieta' dei vicoli; ricordandomi della chiaccherata con Romano fatta alcuni giorni fa in merito ai "classici" (libri) sono entrato in una piccola libreria ed ho comprato:
"I miserabili" di Hugo;
"I tre moschietteri" di Dumas;
"La signora delle camelie" di Dumas figlio;
"Moby Dick" di Melville;
"David Copperfiled" di Dickens... il tutto a 25 euro !!!!
Ero alla ricerca di "Ho sposato un comunista" per portarlo alla serata libri di marzo organizzata da Paolo, ma nulla... devo ricordarmi di sentire Franz di rileggo.it per vedere se ne ha una copia.
Un consiglio: se andate a Verona passate per la trattoria "Pane e vino" e bevete l'amarone della casa.
Da teroldeghiano convinto ho trovato un altro vino da proporre/mi nelle cene festaiole.
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Per esigenze di lavoro ho dovuto metter mano ad una distribuzione linux molto conosciuta, ma che personalmente non avevo mai usato. Mi astengo al momento su commenti... metto i link che mi sono serviti per capir qualcosa nel passaggio/comparazione debian-ubuntu a centos.
Dopo averlo letto : Ho impiegato molto tempo ad arrivare alla conclusione del libro, ma questa volta la colpa e' mia (periodo oscuro) e non del romanzo che probabilmente riprendero' piu' avanti. Libro fantastico alle volte kafkiano che ha diversi angoli di lettura. Non e' forse vero che tutti vorremmo scappare dalla vita quotidiana e che coraggio farlo alzandosi di soli pochi metri da terra.
Descrizione : Il
narratore ripercorre la lunga vicenda del fratello, Cosimo di Rondò,
vissuto nella seconda metà del XVIII secolo a Ombrosa, in Liguria.
Cosimo, per sfuggire a una punizione inflittagli dai suoi educatori,
decide di salire su un albero per non ridiscendere mai più. Cosimo si
costruisce un mondo aereo dove diversi personaggi della cultura e della
politica (Napoleone compreso) lo vanno a trovare, testimoniandogli la
loro ammirazione. Vive anche una tormentata storia d'amore con la
volubile Viola. Cosimo muore vecchio, senza mai discendere in terra:
ammalato, in punto di morte, si aggrappa alla fune di una mongolfiera e
scompare mentre attraversa, così appeso, il mare.
E' un periodo di "stanca" su molti fronti ed anche la lettura nerisente.
Non so se mi concentrero' su romanzi o se mi impegnero' su saggi (e gia' qua piu' qualunquista non posso essere :( ) ; rimangono ancora tantissimi i buchi da riempire nella lista dei classici da leggere tra cui mi sforzo a segnalare::
Il gattopardo - Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Cent’anni di solitudine - G.G. Marquez
Guerra e Pace - Tolstoj (vabbe... se inizio questo impiego un anno :( )
Alla ricerca del tempo perduto - M. Proust (ancora peggio... se inizio questo impiego due anni :( ))
Tutti gli anni all'arrivo del 27 gennaio mi sento "fuori posto"; non riesco ancora a capire come un popolo (non voglio dare tutta la colpa a Hitler, c'e' stato bisogno della connivenza del popolo tedesco) sia riuscito a "lasciar correre" fino ad arrivare dove si e' visto.
Perche' cosi' tanta cattiveria?
NON BISOGNA DIMENTICARE perche' la storia non sembra aver insegnato nulla e l'intolleranza che la la lega propone ha quali obiettivi se non disumanizzare il diverso?
Mi son fatto un proposito per il 2010: la mia famiglia puo' essere considerata "diversa" ( e per questo mi sento PRESO IN CAUSA) e non ammettero' piu' con alzate di spalle o facendo finta di non vedere i comportamenti intimidatori che vedo in giro. Anche a Trento.
A costo di prenderle o di darle.
PS: questa sera su Rai c'e' uno sceneggiato su Anna Frank... DA VEDERE.