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Daniel Pennac - Signori bambini |
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Scritto da Ivan Piffer
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domenica 08 luglio 2007 |
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E' il primo libro di Pennac che leggo e devo dire che dopo un inizio veramente scoppettiante ed avvincente la storia e' diventata una paaallaaaa... La trama e' diventata troppo ingarbugliata e confusa. Nelle prossime letture ho pero' inserito un altro libro dello stesso autore... Il paradiso degli orchi, (che forse ho gia' letto diversi anni fa, perche' sono sicuro di conoscere gia' Benjamin Malaussène)- Recensione (tratta dal sito di Feltrinelli):
- Un'arguta e tenera riflessione sul rapporto tra infanzia ed
età adulta, tra immaginazione e realtà, accesa da una vena comica
sempre più irresistibile e screziata da tutte le sfumature della
scrittura e dell'universo pennacchiano.
Contemporaneamente al libro è uscito in Francia il film diretto
dall'amico Pierre Boutron. Come in un gioco, lo scrittore e il regista
si sono sfidati e hanno lavorato insieme allo stesso progetto, per
raccontare, ognuno a modo suo, la stessa storia. Le regole? Che l'uno
non leggesse il libro prima che l'altro vedesse il film.
Recuperando la verve deliziosa e stralunata delle sue storie per
l'infanzia, senza rinunciare a un magistrale senso dell'intreccio
narrativo, Pennac riemerge dal turbinante mondo della tribù Malaussène
trasferendone tutta la vivacità e la tenerezza nel suo nuovo romanzo.
Durante una delle sue tonanti lezioni Monsieur Craistang, furibondo e
insieme bonario professore di francese, scopre tre dei suoi allievi
intenti a passarsi sotto il banco uno schizzo satirico: una folla
inferocita marcia dietro uno striscione che recita "Craistang ti faremo
la pelle". Per punizione devono scrivere un tema per il giorno
seguente. "Una mattina ti svegli e ti accorgi di essere diventato
adulto. Vai in camera dei tuoi genitori e scopri che sono tornati
bambini. Racconta il seguito." Da questo spunto decolla un'avventura
quasi disneyana in piena Belleville, intrappolata in tutte le
contraddizioni della nostra difficile contemporaneità. Secondo un
clichet caro al cinema contemporaneo la fantasia diventa realtà e i
"signori bambini", Igor, Joseph e Nouredine, si ritrovano davvero a far
la parte degli adulti. Seduto sulla sua tomba nel cimitero Père
Lachaise, in un leggendario pigiama a righe, fa da
voce narrante Pierre, padre di Igor, ucciso dall'Aids a causa di una
trasfusione dopo una tonsillectomia.
La prospettiva sbilenca della narrazione conferisce a cose, persone ed
eventi, un'intenerita distanza, un'allucinata lucidità. E alla fine a
Igor, come al lettore, rimarrà il dubbio che sia stato proprio il padre
morto a combinare tutto, nella speranza di far riaffiorare un po' di
quella felicità che era scomparsa con la sua morte.
"Messieurs les enfants è una favola che disegna un inno all'infanzia e
all'immaginazione, una sorta di contraltare umoristico al saggio Come
un romanzo. Qui non ci sono decaloghi, la regola è una sola:
l'immaginazione non è mai una bugia."
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Ultimo aggiornamento ( martedì 06 gennaio 2009 )
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