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Jeffery Deaver - Nero a Manhattan |
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Scritto da Ivan Piffer
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mercoledì 10 giugno 2009 |
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Dopo averlo letto - Almeno ho capito di essere ancora obiettivo e non di essere infatuato da Deaver. Deaver e' il piu' grande scrittore di thriller ma QUESTO LIBRO E' UNA CIOFECA GALATTICA ; se fosse stato scritto da qualcun altro ne sarei contento... e' una grande caduta di stile del MAESTRO. Da evitare.
In sintesi - Togliere
di mezzo Robert Kelly, un anziano e solitario signore il cui unico
passatempo consiste nel guardare e riguardare lo stesso vecchio film
giallo, si direbbe un gioco da ragazzi per una coppia di veri
professionisti come Haarte e Zane. Peccato che anche i lavoretti più
facili a volte possano riservare imprevisti. In questo caso
l'imprevisto si chiama Rune, ha vent'anni, è bella ed eccentrica,
cambia lavoro con la stessa disinvoltura con cui cambia colore di
capelli. E, soprattutto, è troppo curiosa e ostinata per tenersi
lontano dai guai. È lei che, nella scalcinata videoteca del Greenwich
Village in cui lavora, ha dato a noleggio a Kelly il solito film, "Nero
a Manhattan", che il vecchio stava guardando nel momento in cui, nel
suo appartamento, è stato freddato con tre colpi di pistola. Ed è
sempre lei - che con il vecchio ha stretto un'improbabile quanto
sincera amicizia - a nutrire il sospetto che nei fotogrammi in bianco e
nero di quella vecchia pellicola possa celarsi la chiave per svelare il
mistero della sua morte. Rune si getta così in una pericolosa indagine
privata, che, tra equivoci e scambi di persona, porterà alla luce la
verità che si cela dietro un omicidio apparentemente inspiegabile. Con
"Nero a Manhattan" Jeffery Deaver costruisce un intreccio intenso e
d'atmosfera come un noir degli anni Quaranta, che avviene svelando il
volto di una New York insolita e affascinante.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 19 giugno 2009 )
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