|
Philip Roth - Ho sposato un comunista |
|
|
|
|
Scritto da Ivan Piffer
|
|
domenica 21 marzo 2010 |
|
Dopo averlo letto :Un libro che ha attratto da subito la mia attenzione per il titolo, uno spauracchio del tipo "arriva l'uomo nero". Solita maestria di Roth che ha pero' una caratteristica generale (non solo in questo libro): e' un americano che piu' americano non si puo'. Tutti i riferimenti storici (nomi, senatori, fatti...) rendono la storia un po' lontana per l'europeo-italiano medio. Essendo poi un romanzo e non un saggio continuavo a domandarmi:"Questo fatto "storico" e' vero o verosimile?" E avanti con wikipedia a cercare di sbrogliare la matassa. Certo che sono pochi gli scrittori che scrivono cosi' bene, alternando una maestria quasi classica ad una violenza graffitara.
Descrizione : Negli
anni del maccartismo, dell'anticomunismo viscerale che dilaga nella
società americana, Iron Rinn, ex scaricatore di porto, ex operaio
impegnato nelle lotte sindacali, diventa un attore radiofonico di
immenso successo. E dopo una passione travolgente sposa Eve Frame, una
bella e ricchissima ex diva del cinema muto di Manhattan. I compromessi
e le ipocrisie di un ménage borghese, l'insicurezza e la fragilità di
Eve, l'affetto soffocante della madre per la figlia e il risentimento e
la gelosia della figlia per la madre, sono tutte cose che Iron non
riesce a tollerare.
|
|
Ultimo aggiornamento ( domenica 21 marzo 2010 )
|